Menu Menu

Comprendere la crisi dell'estrazione della sabbia nei fiumi indiani

I fiumi dell'India stanno affrontando una crisi allarmante a causa dell'estrazione di sabbia dilagante e spesso illegale, che sta minacciando la sopravvivenza di specie in via di estinzione e sconvolgendo il delicato equilibrio ecologico di questi corsi d'acqua vitali.

La sabbia è diventata un bene prezioso in India a causa della crescente domanda insaziabile del settore edile.

Ciò ha portato ad un aumento allarmante delle operazioni di estrazione della sabbia, sia legali che illegali, lungo i fiumi indiani, in particolare nelle pianure del Gange. I tassi di estrazione in molti fiumi, come Chambal, Son, Betwa e Ken, superano di gran lunga i tassi di rifornimento naturale, ponendo una grave minaccia per gli ecosistemi e le specie che dipendono da essi.

Secondo un studio Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), l’India è tra le prime cinque nazioni produttrici di sabbia a livello globale, con un tasso di estrazione annuo stimato di oltre 500 milioni di tonnellate.

Questa cifra sconcertante evidenzia l’enorme pressione esercitata sui sistemi fluviali del paese, che fungono da fonti vitali di sabbia per il settore edile.


Devastazione ecologica e perdita di biodiversità

Le pratiche indiscriminate di estrazione della sabbia stanno devastando i delicati habitat fluviali, distruggendo i terreni di nidificazione e riproduzione di specie in via di estinzione come il coccodrillo gaviale, le tartarughe d’acqua dolce, le lontre, i delfini di fiume e gli uccelli acquatici.

Anche in aree protette come il Santuario Nazionale di Chambal, designato come santuario dei gaviali, porzioni significative dell’habitat di nidificazione sono andate perdute a causa di operazioni minerarie illegali.

Il fiume Chambal, un tempo rifugio per la variegata fauna delle pianure del Gange, si trova ora ad affrontare le conseguenze devastanti dell’estrazione incontrollata della sabbia.

Nel disperato tentativo di frenare l'attività mineraria illegale, alcuni tratti del santuario sono stati privati ​​della notifica, mettendo ulteriormente a repentaglio la sopravvivenza della fauna selvatica unica della regione.

In modo allarmante, un recente studio dal Wildlife Institute of India ha rivelato che quasi il 70% dei siti di nidificazione dei gaviali nel Chambal sono stati distrutti a causa delle attività minerarie.


Una crisi dalle molteplici sfaccettature

Gli impatti dell’estrazione della sabbia vanno ben oltre il degrado ecologico. Le operazioni minerarie illegali privano lo Stato di entrate sostanziali, alimentando la corruzione e perpetuando mali sociali come il lavoro forzato all’interno delle catene di approvvigionamento associate.

Secondo stime Secondo l’alleanza Mines Minerals and People (MM&P), il commercio illecito di sabbia potrebbe valere oltre 2.3 miliardi di dollari all’anno in India.

La natura disorganizzata del settore e gli scarsi meccanismi di monitoraggio hanno esacerbato la crisi, consentendo lo sfruttamento incontrollato di questa preziosa risorsa.

In molti casi, le influenti mafie minerarie operano impunemente, ricorrendo spesso alla violenza contro coloro che tentano di denunciare o contestare le loro attività.

Sebbene l’estrazione legale della sabbia con un migliore monitoraggio e regolamentazione possa aiutare a contenere la minaccia dell’estrazione illegale in una certa misura, non è una soluzione a lungo termine.

La salvaguardia dell’ecologia richiede la determinazione dei livelli di estrazione consentiti senza danneggiare gli ecosistemi e la fauna selvatica e l’applicazione di regole e linee guida rigorose nei fiumi in cui è consentita l’estrazione mineraria.

Tuttavia, è necessario un approccio più completo, che implichi l’esplorazione di alternative sostenibili e la rivalutazione dell’intero processo di estrazione della sabbia per evitare di trasferire il problema ad altri ecosistemi vulnerabili.

Gli esperti hanno proposto soluzioni come l’utilizzo di materiali da costruzione alternativi come cemento riciclato e ceneri volanti, oltre a promuovere l’uso di sabbia artificiale derivata dalla roccia frantumata.


Sforzi di base e progressi tecnologici

Organizzazioni come il Wildlife Conservation Trust (WCT) stanno conducendo approfondite indagini sui fiumi nelle pianure del Gange, identificando le aree colpite dall'estrazione della sabbia e utilizzando applicazioni di telerilevamento e GIS per tracciare e valutare i suoi impatti sulle specie minacciate.

Questi sforzi non solo forniscono dati preziosi, ma aumentano anche la consapevolezza sul problema tra le comunità locali e le parti interessate.

Inoltre, iniziative come Orologio della sabbia dell'India, un progetto di dati aperti, stanno consentendo la raccolta, l'annotazione e l'archiviazione di dati relativi all'estrazione della sabbia in India, fornendo una risorsa preziosa per politici, ricercatori e organizzazioni ambientaliste.

Sfruttando dati di crowdsourcing e tecnologie avanzate, progetti come questi mirano a promuovere la trasparenza e la responsabilità nel settore.

Mentre l’India è alle prese con la crisi dell’estrazione della sabbia, gli sforzi di collaborazione che coinvolgono ricerca, tecnologia e riforme politiche sono cruciali per preservare l’integrità ecologica dei suoi fiumi e garantire la sopravvivenza della ricca biodiversità della regione.

Le agenzie governative, le organizzazioni ambientaliste e le comunità locali devono lavorare insieme per implementare normative più severe, promuovere pratiche sostenibili e aumentare la consapevolezza sulle conseguenze di vasta portata dell’estrazione incontrollata della sabbia.

Inoltre, il rafforzamento delle leggi esistenti e l’attuazione di sanzioni più severe per le attività minerarie illegali potrebbero fungere da deterrente contro coloro che sfruttano le risorse naturali del Paese per guadagno personale.

Promuovendo una cultura di gestione responsabile delle risorse e dando priorità alla protezione ambientale, l’India può aprire la strada a un futuro più sostenibile per i suoi preziosi fiumi e i diversi ecosistemi che sostengono.

Accessibilità