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I lavoratori del settore gig in India sono alle prese con il cambiamento climatico

La gig economy in rapida crescita dell’India nasconde una dura realtà: i suoi lavoratori, in particolare gli agenti di consegna, affrontano il peso dell’aumento delle temperature e delle ondate di caldo esacerbate dai cambiamenti climatici, mettendo a rischio la loro salute e i loro mezzi di sussistenza.

La cocente realtà della crisi climatica dell’India è evidente nelle recenti proiezioni: entro il 2050, si prevede che il paese supererà i limiti di temperatura sopportabili.

Si prevede che le ondate di caldo diventeranno 30 volte più frequenti e dureranno da 92 a 200 volte di più entro la fine del secolo. secondo all’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM). Queste cifre allarmanti dipingono un quadro cupo per la fiorente forza lavoro della nazione, che comprende circa 7.7 milioni di persone, come riportato dalla Indian Staffing Federation.

L’economia informale dell’India, dove opera una parte significativa dei lavoratori del settore, sopporta il peso dello stress legato al caldo e delle esperienze di pre-morte.

Le statistiche rivelano che, secondo uno studio verificato, il 60% dei lavoratori edili, il 70% dei venditori ambulanti, il 50% dei lavoratori con salario giornaliero e il 100% delle lavoratrici trascorrono dalle 4 alle 9 ore al giorno alla luce diretta del sole. studio. Questa esposizione li espone a un rischio maggiore di malattie legate al calore, come esaurimento da calore, crampi da calore e colpi di calore potenzialmente letali.

L’impatto del caldo estremo sui lavoratori non si limita alla salute fisica; ha un impatto negativo anche sulla loro produttività e sui loro guadagni. UN studio Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), lo stress da caldo ha causato una perdita di 153 miliardi di ore di lavoro nel 2017, di cui l’India rappresenta uno sbalorditivo 37.5% del totale globale.

Ciò si traduce in un onere economico significativo, con stime che suggeriscono che lo stress termico potrebbe costare alla nazione fino a 34 miliardi di dollari all’anno entro il 2030, secondo un rapporto della Banca asiatica di sviluppo.


L’effetto isola di calore urbana

Le città indiane, spesso soprannominate “giungle di cemento”, esacerbano la crisi del caldo attraverso l’effetto isola di calore urbana.

Infrastrutture come strade ed edifici assorbono e riemettono più calore rispetto alle superfici naturali, portando a temperature più elevate negli agglomerati urbani. Questo fenomeno colpisce in modo sproporzionato il 49% degli indiani che lavorano all'aperto.

Le disuguaglianze sistemiche create dalle caste e dalle classi impongono l’accesso alle risorse di base come l’elettricità, l’acqua e condizioni di vita confortevoli, aggravando ulteriormente le sfide affrontate dai lavoratori gig.

Le conseguenze di vasta portata si estendono anche ai mezzi di sussistenza. Secondo uno studio, i danni ai raccolti legati al caldo tra il 1967 e il 2013 hanno causato il suicidio di oltre 59,300 agricoltori in India. studio dall’Università della California, Berkeley.

Inoltre, non sono solo le popolazioni umane a dover affrontare il caldo, ma anche gli animali. Nel 2022, oltre 300 uccelli nella regione Delhi-NCR sono stati curati per malattie legate al caldo, evidenziando le conseguenze diffuse dell’aumento delle temperature.


La forza lavoro invisibile

Gli agenti di consegna, la spina dorsale delle industrie alimentari e dell’e-commerce in forte espansione in India, sono particolarmente vulnerabili all’aumento delle temperature.

Senza una polizza assicurativa sanitaria obbligatoria, i rischi per la salute sono spesso non diagnosticati o non trattati e, in alcuni casi, addirittura fatali. La loro vulnerabilità è ulteriormente accentuata dalla mancanza di servizi di base durante il processo di consegna, come l’accesso all’acqua, all’ombra o alle stazioni di raffreddamento.

I sistemi di gestione algoritmica utilizzati dalle piattaforme determinano anche i movimenti, i percorsi e i "congressi" di consegna loro offerti dai lavoratori. Ciò si traduce in redditi e orari di lavoro precari, costringendoli potenzialmente a dare priorità ai lavori rispetto al benessere.

Gli agenti di consegna in India spesso non hanno l'autonomia necessaria per rifiutare i concerti, decidere quali accettare o persino scegliere il proprio abbigliamento, poiché le loro libertà sono strettamente controllate da app senza volto.

 


Un appello all’azione collettiva

Affrontare lo stress termico nell’economia delle piattaforme richiede uno sforzo collaborativo da parte di aziende, lavoratori, governi e organismi di regolamentazione.

È necessario adottare un approccio olistico per costruire la resilienza al caldo per i lavoratori dei lavori gig, poiché si prevede che gli impatti dei cambiamenti climatici aumenteranno in frequenza e intensità, rendendo lo stress da caldo estremo una notevole preoccupazione per la salute pubblica.

Interventi efficaci potrebbero includere l’introduzione di politiche obbligatorie sullo stress da caldo, la fornitura di accesso a centri di raffreddamento e strutture di idratazione e l’implementazione di orari di lavoro flessibili durante le ore di punta del caldo.

Inoltre, garantire l’accesso alla copertura sanitaria e assicurativa per i lavoratori dei concerti dovrebbe essere una priorità. Le aziende devono assumersi la responsabilità del benessere dei propri partner di consegna e attuare misure per mitigare i rischi posti dal caldo estremo.

Inoltre, i piani d’azione per il calore (HAP) del governo, volti a guidare le autorità locali nella preparazione e nella risposta ai rischi delle ondate di caldo, necessitano sicuramente di essere adattati per affrontare le sfide uniche affrontate dalle comunità vulnerabili, compresi i lavoratori gig.

Questi piani dovrebbero incorporare strategie specifiche al contesto e identificare i distinti impatti del calore su diversi gruppi in base a fattori quali povertà, genere, casta e accesso alle reti sociali.

Dando priorità al benessere di questa forza lavoro invisibile, possiamo aprire la strada a un futuro più sostenibile ed equo, in cui nessuno sarà lasciato indietro nella lotta contro il crescente caldo.

Se la decenza umana non è da sola una motivazione sufficiente, tuttavia, uno studio dell’Organizzazione internazionale del lavoro rileva che le protezioni dal calore potrebbero generare guadagni di produttività equivalenti al 3.2% del PIL indiano entro il 2030.

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